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     Marx (per quanto morto e sepolto in Inghilterra) è riuscito finora ad allargare la sua filosofia a circa due terzi della popolazione mondiale e a sconvolgerne completamente il resto.

     Il capitalismo, che, attaccato, sopravvive in versione indebolita solo in Occidente, ha attinto così tanto da Marx nel suo moderno agire “socialista”, che non potrà sopravvivere a lungo.

     C’era poco nel capitalismo che lo rendeva raccomandabile per chi lavorava. Questi non aveva nessuna speranza di accumulare mai denaro a sufficienza da prestare a interesse e quindi ritirarsi dall’attività lavorativa. Per definizione, questo era tutto ciò in cui consisteva il capitalismo: un sistema per vivere di interessi, dando denaro in prestito a persone più industriose. Dal momento che si tratta “esclusivamente di prendere e di non partecipare attivamente a niente”, esso è, naturalmente, un sistema piuttosto facile da distruggere. Non aveva la capacità di sopravvivere. Poteva solo far scadere prematuramente i mutui edilizi e sequestrare proprietà. Non era in grado di agire con intelligenza e non lo fece. Il trucco consisteva e consiste nel dare in prestito a una persona industriosa la metà di quanto gli occorre perché abbia un certo successo nella sua attività e poi, una volta che fallisce, rilevare tanto l’attività quanto il denaro investito dando il prestito.

     I governi e le reti bancarie occidentali sono impegnati a farlo ancor oggi. Le tasse sul reddito li aiutano. I profitti di un’attività sono tassati ogni anno in modo tale che non le rimane più denaro per modernizzare i suoi macchinari o espandersi. Per andare avanti deve prendere in prestito del denaro dalla rete bancaria o dallo Stato. Se appena fa un passo falso, viene rilevata completamente dalla rete bancaria o dallo Stato, amministrata male e bistrattata.

     Quindi il mondo diventa più povero sotto il capitalismo.

     Il comunismo in rivolta si sbarazza di tutti gli intermediari, compie semplicemente la mossa finale del capitalismo e si appropria di tutto quello che c’è nel paese. Lotta contro il capitalismo diventando supercapitalista.

     Vale la pena di osservare che George Washington nella Rivoluzione americana, il marchese de Lafayette nella Rivoluzione francese e Fidel Castro nell’ultima rivoluzione cubana erano tutti e tre, al tempo, gli uomini più ricchi del paese.

     Il comunismo, ben diverso da ciò che Marx sperava, è lo strumento di chi è ricco e potente per appropriarsi di ogni cosa a vista d’occhio e non pagare alcuno stipendio. È la risposta finale del capitalismo, non il suo oppositore.

     Le varie forme di socialismo, benché sotto vesti differenti, tendono tutte allo stesso prodotto finale: una condizione di totale possesso da parte dello Stato. E questo è anche il prodotto finale del capitalismo: una condizione di totale possesso.

     Perciò possiamo giungere a questa conclusione per quanto riguarda l’economia:

     1. È possibile che esista un soggetto chiamato “economia”.

     2. Si fa, di sicuro, ampio uso della confusione sull’economia, nel tentativo di creare una condizione di totale possesso.

     Quello che apparentemente si osserva nel nostro mondo moderno è un oscuramento di ciò che veramente è l’economia allo scopo, piuttosto ignobile, di portare via ogni cosa a chiunque non sia lo Stato. Lo Stato può quindi consistere in una selezionata minoranza che possiede tutto. Il capitalismo, il comunismo e il socialismo, tutti fanno finire l’uomo nella stessa situazione: posseduto anima e corpo dallo Stato.

     Perciò se le “affermazioni sull’economia” dai selezionati “portavoce” di una minoranza malintenzionata ­ vale a dire lo Stato ­ ti confondono, renditi conto che a causare problemi non è il soggetto in se stesso, ma l’uso improprio del soggetto, fatto a livello intenzionale.

     Dal momento che tutte le strade ­ capitalismo, socialismo, comunismo ­ portano alla stessa condizione di totale possesso, nessuna di esse in realtà è in contrasto tra di loro. Solo i vari gruppi che vogliono, ciascuno di loro, possedere tutto, sono in contrasto tra di loro; e nessuno di loro merita di essere sostenuto.

L’economia continua...


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